Il popolo Ndebele o Matabele ha un’origine militare, nel 1820 infatti, dopo la conquista del Natal da parte degli Zulù, un potente guerriero, prima prigioniero di guerra e poi comandante dell’esercito Zulù controllato da Shaka, fuggì da quest’ultimo intraprendendo una lunga migrazione seguito dai suoi fedeli soldati.
 
Nel 1837, sotto la pressione dei Boeri, gli Ndebele furono costretti ad attraversare il fiume Limpopo e giunsero nel territorio dei Kalanga, un gruppo appartenente agli Shona; qui riuscirono a sconfiggere il Regno di Rozwi, approfittando del fatto che questo fosse stato indebolito dagli attacchi subiti dagli Zulù, sterminarono la popolazione indigena e si stabilirono sugli altipiani dell’odierno Zimbabwe, territorio che occupano tuttora.
 
Durante la loro migrazione altri gruppi di persone di unirono al gruppo iniziale fino a formare un vero e proprio popolo che divenne stanziale e diede vita ad un regno indipendente.
 
Il Re Ndebele Lobengula venne circuito da Cecil Rhodes, un imprenditore e, successivamente, politico britannico che lo convinse a cedergli i diritti di sfruttamento delle risorse minerarie delle sue terre in cambio di qualche fucile e di un vascello a vapore; questo evento segnò l’inizio dell’era coloniale in Zimbabwe.
 
Il regno degli Ndebele e le altre terre dell’odierno Zimbabwe vennero annessi alla colonia della Rhodesia del Sud e vennero posti sotto l’amministrazione della società britannica di proprietà di Cecil Rhodes, la British South Africa Company o BSAC.
 
L’espropriazione delle terre a favore dei coloni bianchi causò, nel 1896, una grande rivolta, da parte dei popoli Ndebele e Shona, che venne repressa nel sangue.
 
Durante il periodo della Repubblica di Rhodesia, stato che non venne mai riconosciuto dalla comunità internazionale, Ian Smith l’allora primo ministro, trovò negli Ndebele un interlocutore moderato e li identificò come possibili alleati, a differenza del popolo Shona, molto più violenti, che osteggiavano apertamente il governo.
 
In tempi più recenti, quando gli Shona, etnia di maggioranza in Zimbabwe, vinsero le prime votazioni in Zimbabwe, nel 1980, gli Ndebele furono vittime di atrocità compiute ai loro danno proprio dal governo di Robert Mugabe che si è macchiato di diversi crimini contro l’umanità; il motivo di questo accanimento fu proprio il fatto di aver permesso prima a Cecil Rhodes di impossessarsi delle terre e delle miniere e, successivamente, di aver appoggiato il governo razzista di Ian Smith.