Il nostro viaggio alla scoperta della Valle dell’Omo, in Etiopia, ci ha consentito di incontrare una popolazione molto interessante, i Kara o, come spesso vengono chiamati dagli occidentali, i Karo.

I Kara sono un piccolo gruppo che conta una popolazione si stima essere costituita da 1000 a 3000 persone; questo fa si che siano il più piccolo gruppo etnico dell’Ethiopia e probabilmente uno dei più piccoli dell’intero continente africano.

Gli antropologi ritengono che i Kara costituissero un unico gruppo insieme agli Hamer, ma, ad un certo momento della loro storia, si separarono; i Kara preferirono spostarsi lungo le rive del Fiume Omo, mentre gli Hamer si spostarono verso le montagne, il motivo di questa separazione e successiva migrazione è dovuto al fatto che stessero cercando modalità differenti per sopravvivere in questo territorio poco ospitale.

Quindi i Kara si sono stabiliti sulle sponde orientali del Fiume Omo e tutt’ora vivono in questo luogo, concentrati in tre villaggi principali e altri piccoli insediamenti agricoli sparsi nelle terre che coltivano.

Il villaggio che visitiamo si affaccia direttamente sul Fiume Omo che in quel punto disegna un’ampia curva; il fiume è prezioso per questa gente perché fornisce pesce, inoltre le sue inondazioni rendono la terra fertile e coltivabile.

Ma il fiume porta con sé anche alcuni pericoli, nelle sue acque infatti sono presenti molti coccodrilli del Nilo e alcuni ippopotami che, a causa della loro aggressività, possono risultare pericolosi.

In passato i Kara praticavano soprattutto la pastorizia e il bestiame rappresentava la loro ricchezza, mentre, in tempi più recenti, hanno iniziato anche a coltivare in maniera più costante ed efficace.

I villaggi Kara sono costituiti da un insieme di capanne posizionate le une lontane dalle altre; le capanne vengono costruite utilizzando una serie di legni, che vengono piantati nel terreno gli uni vicini agli altri seguendo una pianta circolare, un alto palo centrale sorregge il tetto realizzato con legni intrecciati e paglia.

Quello che rende i Kara immediatamente riconoscibili è il loro aspetto; infatti sono famosi per il loro accurato body painting e per le scarificazioni che praticano sul corpo, oltre che alle loro elaborate acconciature.

Sia gli uomini sia le donne hanno sul corpo numerose scarificazioni ma, mentre per gli uomini rappresentano il compimento di gesta coraggiose, come l’uccisione di un coccodrillo o di un nemico, per le donne le scarificazioni hanno un mero significato di bellezza.

La pittura corporea è affascinante ed estremamente fotogenica, viene praticata per apparire più desiderabili dal sesso opposto e per incutere timore presso i propri nemici.

La pittura è di solito di colore bianco o giallo, viene utilizzato il gesso per realizzare i differenti motivi decorativi, che vanno da semplici puntini a righe e cerchi concentrici, mentre a volte viene raffigurata l’impronta di una mano o delle dita.

I Kara dipingono sia il loro volto sia il loro corpo, inoltre gli uomini colorano e scolpiscono i loro capelli impastando il gesso con del burro e poi li adornando con piume di uccelli.

Un altro body modification è rappresentato da un piccolo foro che viene praticato nel labbro inferiore, dove successivamente viene inserito un bastoncino o una piuma.

L’attenzione per il proprio aspetto è una delle caratteristiche principali di questa popolazione; oltre alle modifiche corporee, alla pittura praticata sul corpo e alle acconciature maschili, i Kara indossano numerosi gioielli, realizzati prevalentemente con perline colorate; le ragazze in particolare indossano numerose collane colorate che risaltano sul petto nudo e scarificato.

Pr quanto riguarda l’abbigliamento i Kara, sia gli uomini sia le donne, indossano solamente un gonnellino, che viene realizzato in pelle di capra, mentre lasciano scoperto il resto del corpo.

L’unico segno di modernizzazione che si può trovare presso questa tribù è la presenza di diversi fucili AK47, questi hanno sostituito le lance tradizionali nella protezione dei villaggi e dei capi di bestiame.

Il nostro incontro con questa popolazione è stato molto bello ed emozionante, il loro territorio è estremamente bello, delineato dal fiume Omo, e i loro villaggi, ancora molto tradizionali ed autentici, ci hanno fatto compiere un salto indietro nel tempo.

La speranza è che il progresso e le pressioni dello stato etiope, che spinge per una forzata civilizzazione, non cancellino per sempre questa bellissima e pacifica tribù.

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Ethiopia: Omo valley - Photo Credits: Romina Facchi

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Mursi people - Photo Credits: Romina Facchi

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Lalibela: Bet Gyorgis - Photo Credits: Romina Facchi

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Ethiopia: Tiya Stems - Photo Credits: Romina Facchi

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Tiya Stems - Photo Credits: Romina Facchi

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Dassanech people - Photo Credits: Romina Facchi

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Abijatta-Shalla National Park - Photo Credits: Romina Facchi

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Meskel - Photo Credits: Romina Facchi