Durante una calda mattina abbiamo visitato il popolo della valle dell’Omo, in Etiopia, che si trova più a sud, i Dassanech che vivono nella zona al confine con il Kenya.

Ad Omorate, la capitale del territorio Dassanech o Daasanach o Dassanetch, si può ammirare il fiume Omo che scorre lento prima di sfociare nel Lago Turkana in Kenya.

Questa terra di confine tra Etiopia e Kenya è un territorio semi-arido, aspro e apparentemente inospitale, con temperature che possono essere particolarmente elevate.

Per incontrare poter visitare un tipico e tradizionale Dassanech dobbiamo raggiungere la sponda opposta del fiume Omo rispetto ad Omorate.

I villaggi Dassanech sono costituiti da numerose capanne circolari, distanti tra loro alcuni metri; bengono realizzate costruendo una struttura di rami intrecciati che poi viene rivestita  paglia e foglie, durante il periodo secco, e con pelli di animali, durante il periodo delle piogge.

Nel villaggio ci sono alcune capanne che sono rivestite con fogli di lamiera, questo cambiamento dovuto al fatto che in questo villaggio possiedono sempre meno bovini, inoltre i fogli di lamiera sono più economici delle pelli e durano molto più a lungo nel tempo, l’aspetto negativo è chela lamiera  non isola dalla temperatura esterna, rendendo le capanne quasi invivibili durante il giorno.

All’interno del villaggio Dassanech si trovano infatti anche numerose costruzioni semicircolari realizzate in paglia che forniscono un luogo ombreggiato e ventilato, dove ripararsi durante le ore più calde del giorno.

Come per i vicini Masai e i Turkana, anche i Dassanech possono avere tutte le mogli che vogliono, a patto di poterle mantenere e, in caso di poligamia, ogni moglie deve possedere la propria capanna.

La capanna custodisce un contenitore dalla struttura piuttosto robusta fatta di canne e corde di pelle di mucca, all’interno della quale le donne Dassanech conservano tabacco, caffè e altri oggetti importanti.

Questa scatola viene usata anche per caricare gli oggetti sul dorso dell’asino durante gli spostamenti di questa popolazione semi-nomade.

La preparazione dei cibi avviene all’interno della capanna poichè è considerata una cosa intima che deve restare lontano dagli occhi delle altre persone.

Il villaggio è racchiuso all’interno di un recinto costituito da cespugli; inoltre all’interno sono presenti altri recinti più piccoli che servono per rinchiudere gli animali durante la notte.

I Dassanech appartengono all’etnia nilotica anche se i frequenti contatti con le popolazioni cuscitiche ha creato qualche dubbio negli studiosi, c’è da dire che non essendo un popolo chiuso i Dassanetch hanno accolto numerose persone provenienti da gruppi etnici confinanti e che inevitabilmente hanno portato con sé il proprio DNA.

I Dassanech hanno un fisico longilineo, sono molto alti e magri; indossano solamente una sorta di pareo, in pelle o in tessuto, annodato attorno alla vita, mentre grande importanza viene data agli accessori, sia uomini che donne indossano bracciali e numerose collane realizzate con perline colorate e altri oggetti di plastica o metallici.

Come altre popolazioni della valle dell’Omo anche i Dassanetch praticano modifiche corporee che hanno una funzione estetica, praticano un foro nel labbro inferiore e usano scarificare la pelle della schiena, delle spalle e dell’addome per risultare più attraenti o come segno di coraggio.

In passato un uomo che uccideva un nemico poteva esibire sul suo corpo, addome o petto, una scarificazione che rappresentava un’onorificenza, un segno che però costituiva anche un pericolo per chi lo portava, infatti, durante le battaglie costoro erano i primi ad essere attaccati e uccisi perché ritenuti i più forti dai nemici.

Sia gli uomini sia le donne bucano i lobi delle orecchie e indossano colorati orecchini.

La grande cura dell’aspetto fisico riguarda anche le acconciature sia degli uomini sia delle donne.

Gli uomini acconciano i capelli utilizzando il gesso e il burro in questo modo realizzano una sorta di elmetto rigido che dura per diversi mesi; il caschetto di gesso e burro viene decorato con piume e oggetti metallici e viene colorato in giallo e rosso.

Per evitare di danneggiare la propria acconciatura durante il sonno, gli uomini Dassanetch utilizzano una specie di poggiatesta di legno, questo oggetto viene utilizzato anche come sgabello ed è largamente utilizzato nel sud dell’Etiopia.

Per le acconciature delle donne hanno una funzione estetica ma identificano anche lo status della ragazza, i capelli differentemente acconciati permettono infatti di capire se una ragazza è single o sposata, se è alla prima gravidanza o se ha già figli.

I Dassanech in origine erano un popolo di pastori e allevatori di bestiame, oggi, a causa della maggiore siccità e delle pestilenze portate dalle mosche tse-tse, sopravvivono in questo ambiente inospitale soprattutto coltivando,colture grazie alle sporadiche piogge e la vicinanza del fiume Omo. 

Continuano ad allevare il bestiame che riescono a mantenere, macellando i capi più anziani durante la stagione secca, quando, da un lato, i pascoli sono più limitati e, dall’altro lato, la carne è più necessaria come nutrimento.

In questa terra arida la sopravvivenza è precaria anche se il fiume Omo rappresenta un’altra fonte di sostentamento importante, fornendo cibo grazie alla pesca.

Durante la visita a questo villaggio Dassanech abbiamo incontrato persone molto gentili e disponibili, che ci hanno mostrato molti aspetti della loro cultura, inoltre hanno danzato per noi alcuni balli tradizionali.

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Ethiopia: Omo valley - Photo Credits: Romina Facchi

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Mursi people - Photo Credits: Romina Facchi

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Lalibela: Bet Gyorgis - Photo Credits: Romina Facchi

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Ethiopia: Tiya Stems - Photo Credits: Romina Facchi

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Tiya Stems - Photo Credits: Romina Facchi

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Abijatta-Shalla National Park - Photo Credits: Romina Facchi

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Meskel - Photo Credits: Romina Facchi