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Nelle valli del deserto di Richtersveld è ancora possibile trovare degli insediamenti Nama dove è possibile vedere le loro abitazioni tradizionali.
 
Queste costruzioni chiamate !OMS Haru nella lingua locale, e tradotte in Afrikaans come matjieshuisies; si tratta di capanne dalla forma tondeggiante con una cupola, vengono realizzate attraverso l’utilizzo di rami e sono ricoperte con delle stuoie di canne intrecciate.
 
Originariamente furono pensate per lo stile di vita nomade di questo popolo, queste abitazioni infatti sono leggere e facili da smontare, e poi ricostruire, in una nuova posizione quando i pascoli di una zona diventano scarsi.
 
Queste capanne sono perfette anche per il clima caldo e secco tipico delle terre abitate dai Nama, le stuoie intrecciate consentono il passaggio della luce e la ventilazione e, nel caso di rari giorni di pioggia, gli steli porosi delle stuoie che rivestono la capanna assorbono l'acqua e gonfiandosi, mantengono l'interno della capanna asciutto, mentre in inverno, le pareti interne vengono rivestite con pelli di animali per un maggiore isolamento.
 
Sia le donne sia gli uomini partecipano alla costruzione di queste capanne, avvalendosi delle competenze di costruzione tramandate dai loro antenati; in particolare partecipano alla raccolta dei materiali, alla realizzazione dei tappetini e all’edificazione della capanna, un processo attento e meticoloso che è riconosciuto come una vera e propria arte dei Nama.
 
Le donne preparano le stuoie utilizzando le canne di fiume, le raccolgono, le fanno essiccare al sole, le tagliano alla lunghezza desiderata e, successivamente, le intrecciano in stuoie usando una corda fatta a mano.
 
Gli uomini raccolgono i rami, rimuovono le spine e a volte rimuovono la corteccia; in seguito li passano sul fuoco per piegarli e curvarli nella forma desiderata e successivamente vengono riposti a terra per un paio di giorni per imprimergli la giusta curvatura.
 
A questo punto tuti gli elementi sono pronti per edificare la capanna, i rami vengono inseriti in fori realizzati nel terreno e viene creata la base circolare, i rami vengono poi insieme in una forma ad alveare e poi, su questa struttura, vengono accuratamente posizionati e legati tra le 20 e le 40 stuoie per capanna.
 
Queste capanne formano poi l’accampamento Nama che in passato aveva la forma di un grande cerchio e il villaggio veniva chiuso con un grande recinto di rami spinosi con due ingressi, uno a nord e uno a sud; all'interno di questo recinto, lungo la sua circonferenza, venivano posizionate le capanne.
 
Nel grande spazio aperto nel centro veniva ammassato il bestiame durante la notte, non esistono recinti per il bestiame ad eccezione di speciali recinti per vitelli e agnelli, in generale
gli animali si trovano proprio di fronte alla capanna del proprietario.
 
La bellezza estetica e la forma naturale delle capanne nama possono essere viste in prossimità delle città di Springbok, Steinkopf e nella maggior parte dei villaggi più piccoli nel Richtersveld.

Tuttavia, in alcune parti del Namakwa ora sono costruite con un assortimento di materiali più moderni, come ad esempio grossi pezzi di plastica che non hanno il fascino che i materiali naturali infondono nelle capanne tradizionali.

 

La vita, la tradizione e la cultura del popolo Nama

  • Le capanne e i villaggi Nama
  • Le originidel popolo Nama
  • Il rituale di nozze dei Nama
  • La religione e le leggende del popolo Nama
  • La storia del popolo Nama