I Masai, con i loro abiti tradizionali e i loro gioielli di perline colorate, sono indubbiamente il popolo più conosciuto anche da chi in Africa non ci è mai andato; forse però molti non conoscono le loro tradizioni e usanze che si tramandano da secoli solo con il racconto orale.
 
Vivono in East Africa, in una delle zone più iconiche dell’intero continente africano dove si trova il Kilimanjaro e I parchi del Serengeti, dell’Amboseli e del Masai Mara.
 
Sono molti gli aspetti interessanti di questo popolo: la loro organizzazione sociale, il villaggio, l’importanza del bestiame, i rituali e le loro credenze.
 
I Masai sono, molto probabilmente, una delle popolazioni più conosciute tra tutte le tribù e le etnie presenti in Africa nonostante non abbiano una grande storia e, soprattutto, non siano poi così numerosi; infatti, non ci sono dati certi, ma si stima che siano circa un milione.
 
Vivono principalmente in Kenya e Tanzania, in una vasta area che vede come confini virtuali il Kilimanjiaro a sud, il Lago Vittoria a ovest e il Lago Naivasha a nord; però sono presenti anche nel sud della Tanzania nella zona del Lago Tanganika e del Ruaha.
 
Sono suddivisi in 12 clan principali: Keekonyokie, Damat, Purko, Wuasinkishu, Siria, Laitayiok, Loitai, Kisonko, Matapato, Dalalekutuk, Loodokolani e Kaputiei.
Abitano nel territorio in cui si trovano i parchi naturali più iconici di tutto il continente africano: il Parco Nazionale del Serengeti, la Conservation Area del Ngorongoro, il Parco Nazionale del Masai Mara e il Parco Nazionale dell’Amboseli.
 
Sono poche le informazioni relative alla storia del popolo Masai, per conoscere le loro origini bisogna far riferimento alla loro tradizione orale, non esistono infatti fonti scritte ad eccezione di qualche testo redatto in epoca recente ad opera dei primi coloni che si sono recati in quest’area.
 
I Masai hanno origine dal ceppo nilotico come i Samburu, i Luo, i Turkana e le popolazioni dell’Etiopia, sono quindi originari della regione della Valle del Nilo, molti storici ritengono che questa popolazione esista da circa 3000 anni, però non esistono notizie documentate; sono migrati nell’odierna area di residenza dal XV al XVII secolo.
 
Vivono secondo le tradizioni che si tramandano da generazioni rifiutando il progresso e l’organizzazione sociale moderna.
 
Abitano in prevalenza in villaggi tradizionali, indossano i caratteristici abiti di stoffa colorata, in prevalenza rossa, e portano acconciature particolari e molto identificative: le donne infatti hanno i capelli rasati mentre gli uomini li portano lunghi con trecce; quello che però li caratterizza di più sono i monili molto grandi e coloratissimi, fatti con filo di ferro e perline.
 
Sono in prevalenza pastori nomadi o semi nomadi ed il bestiame rappresenta il fulcro di tutte le loro attività e ne influenza tutti gli aspetti della vita, dall’alimentazione alle tradizioni, alla disposizione dei villaggi e alla cultura.
 
I Masai parlano il maa, una lingua appartenente al ceppo delle lingue nilo-sahariane, “masai” significa appunto “popolo che parla il maa”, ma parlano anche le lingue ufficiali di Kenya e Tanzania ossia il kiswahili e l’inglese.
 
I Masai sono monoteisti, credono in un unico dio, Enkai, creatore del mondo; l’importanza del bestiame per i Masai è da ricercare proprio nelle loro credenze religiose.
 
Anche la disposizione del villaggio ruota attorno al recinto centrale dove, la notte, trova rifugio il bestiame.
 

La vita, la tradizione e la cultura del popolo Masai

I Masai vivono in Kenya e Tanzania seguendo ancora le loro antiche tradizioni