L’immagine degli elefanti che si muovono in branco nelle pianure erbose e aride con il picco innevato del Monte Kilimanjaro sullo sfondo è una delle scene del Parco Nazionale dell’Amboseli più emozionanti e riconosciute dai viaggiatori di tutto il mondo.
 
Questo parco fu istituito nel 1968 come Riserva Naturale e venne dichiarato Parco Nazionale nel 1974; si trova ad una altitudine che va dai 1189 ai 1372 metri ed è collocato nel sud del Kenya, quasi al confine con la Tanzania e poco più a nord del Monte Kilimanjaro.
 
Fa parte dell’Ecosistema dell’Amboseli che copre un’area di oltre 3000 kmq e che, oltre al parco omonimo, comprende anche alcuni ranch e le Aree di Conservazione confinanti con esso, la Selenkay Conservancy e la Kitirua Conservancy, e il Parco Nazionale di Chyulu Hills; questo territorio ospitava gli antichi corridoi migratori che collegavano l’Amboseli con il nord della Tanzania, le pianure di Athi vicino a Nairobi e il Masai Mara.
 
Nonostante copra una superficie di soli 392 kmq il parco Nazionale dell’Amboseli racchiude al suo interno ben 5 habitat differenti: le foreste di acacia, le formazioni rocciose di origine lavica ricoperte di cespugli spinosi, i palmeti, le pianure polverose di savana aperta e i laghi e le paludi; proprio per la sua diversità e per il suo fragile ecosistema il Parco Nazionale dell’Amboseli è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO.
 
Il parco si trova sul terreno dove, nel Pleistocene, si trovava un lago e la sua terra sottile e polverosa è quello che resta del suo letto prosciugato; il suo nome “Amboseli”, traduzione della parola in lingua Maa “Empusel”, significa proprio “territorio della polvere”.
 
Durante la stagione delle piogge, l’acqua si raccoglie ancora in una porzione di questo antico lago, dando vita al Lago Amboseli, un lago alcalino e stagionale poco profondo e molto amato dagli uccelli acquatici, in particolare dai fenicotteri rosa.
 
Sotto il Parco scorrono alcuni fiumi sotterranei che provengono dal vicino Monte Kilimanjaro, vengono alimentati dall’acqua piovana e dalla neve che cadono sul monte e dallo scioglimento del ghiacciaio; queste acque penetrano nel terreno in quota, scendono in pianura e vanno a confluire in questi fiumi che a loro volta alimentano le sorgenti e gli stagni verdi e rigogliosi di papiri presenti nel parco; si viene così a creare una riserva di acqua permanente che consente la sopravvivenza degli animali del parco anche durante la stagione secca; questi fiumi sotterranei consentono anche la sopravvivenza delle foreste di acacie e delle oasi di palme presenti nel parco.
 
Le principali attrazioni del parco e il motivo per cui molti visitatori si recano qui sono: i grandi branchi di elefanti, presenti in grande numero, con gli esemplari più belli di tutta l’Africa tra cui alcuni big tusker; il Monte Kilimanjaro che offre uno degli scenari più belli del continente e gli spazi aperti e la pianura che permettono alla vista di spaziare fino all’orizzonte e consentendo di avvistare, anche in lontananza, la fauna selvatica.
 
Nel parco è presente la Observation Hill, un posto molto amato dai visitatori, si tratta di una collina di origine vulcanica, l’unico punto elevato del parco, dove si può facilmente salire e osservare a 360 gradi un panorama mozzafiato che spazia dalla prateria arida e polverosa, alle verdi sorgenti e paludi tanto amate dagli elefanti, dagli ippopotami e dai bufali e, nelle giornate serene,  soprattutto all’alba e al tramonto, al maestoso Monte Kilimanjaro, picco più elevato del continente africano e montagna solitaria più alta del mondo.
 
Il parco, che costituisce una delle principali attrattive del Kenya per quanto riguarda i safari, è aperto tutto l’anno, ma il periodo migliore per visitarlo corrisponde alla stagione secca che va da giugno ad ottobre e da fine dicembre a marzo; mentre nel periodo da novembre a gennaio sono presenti nel parco anche gli uccelli che migrano qui dall’Europa e dall’Asia, rendendo il parco un vero paradiso per i birdwatcher.
 
Oltre ai suoi celebri elefanti, il Parco Nazionale dell’Amboseli ospita al suo interno diverse specie di mammiferi: leoni, leopardi, iene, ghepardi, bufali, zebre, gnu, gazzelle, diverse specie di antilopi, sciacalli, babbuini e tanti altri; sono presenti anche molte specie di uccelli, tra qui molti rapaci ed uccelli acquatici che si concentrano presso le paludi e le sorgenti.
 
All’interno del parco è possibile effettuare solo game drive, non è possibile invece effettuare safari a piedi, gli unici posti dove è possibile scendere dall’auto sono presso l’Observation Hill e all’interno di Ol Tukai dove si trovano 2 lodge.
 
E’ possibile però visitare nelle vicinanze i villaggi Masai se si vuole scoprire qualcosa di più sullo stile di vita e sulla cultura di questo popolo che vive in queste terre e che ha mantenuto integre le proprie tradizioni.
 
Il parco è facilmente raggiungibile da Nairobi da cui dista circa 240 km; in auto sono sufficienti dalle 4 alle 5 ore di trasferimento lungo la Namanga oppure lungo la strada che collega Nairobi ad Arusha ed entrando dal Meshanani Gate oppure lungo la strada che collega Nairobi a Mombasa entrando nel parco dal Remito Gate, inoltre è possibile prendere un breve volo dall’aeroporto di Wilson a Nairobi; è possibile raggiungere il parco anche da Mombasa percorrendo la strada che attraversa il Parco Nazionale dello Tsavo Ovest e che conduce al Kimana o Kelunyiet Gate.
 
Il Parco ha in tutto cinque gate: Kelunyiet, Iremito, Ilmeshanan, Kitirua e Airstrip.

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Amboseli National Park: flamingos - Photo Credits: Romina Facchi

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