I Konkomba sono un popolo di agricoltori e coltivano ogni lembo di terra disponibile, i confini di un villaggio si estendono fino ai campi del villaggio confinante, non lasciando neanche un metro di terra incolta.

La coltivazione della terra è il mezzo principale di sostentamento della popolazione, motivo per cui i Konkomba praticano il culto della terra e costruiscono numerosi “santuari terra” per renderle omaggio.

La maggior parte dei Konkomba sono produttori e venditori di yam e sono famosi per i mercati di yam che allestiscono presso le grandi città del Ghana, questi mercati, che prendono vita in ampie aree sgombre dalla vegetazione a bordo strada, non sono solo un’iniziativa economica ma un vero e proprio evento sociale.

La gente si da appuntamento al mercato per incontrare gli amici o i parenti residenti in città o villaggi vicini, si beve la birra e si commercia lo yam ovviamente, ma anche altri prodotti agricoli.

Anche ad Accra, la capitale del Ghana, si trova un mercato Konkomba molto importante.

Ogni mercato Konkomba viene regolamentato da un Utindaan, un anziano che supervisiona e approva gli operatori che desiderano operare nel mercato; l’Utindaan è l’autorità suprema del mercato e gestisce tutte le questioni logistiche, il layout con la disposizione delle bancarelle del mercato e le eventuali dispute tra operatori.

Altro compito affidato all’Utindaan è la supervisione delle offerte che vengono fatte al santuario del mercato, un albero di baobab.

Il mercato ha anche un presidente o Onekpel che ha il compito di fissare i prezzi dei vari tipi di yam in vendita, tenendo conto della domanda e dell’offerta del prodotto, ma anche dei costi sostenuti dai produttori per il trasporto fino ad Accra.

Lo yam è alla base della alimentazione non solo del popolo Komkomba ma anche di altre popolazioni di Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Niger, Burkina Faso ed in altri paesi dell’Africa Occidentale; questo tubero ricco di amido è una importante fonte di proteine, di vitamine e sali minerali.

L’igname è una pianta molto resistente ed è disponibile tutto l’anno e quindi è una fonte alimentare fondamentale e più affidabile di alcune coltivazioni stagionali.

Questo tubero viene cotto prima di essere mangiato; può essere cotto in differenti modalità: bollito, stufato, arrostito o fritto; solitamente viene consumato con salse o pietanze saporite.

Viene anche fatto essiccare per poi essere ridotto in farina con cui viene preparata una sorta di polenta insipida oppure zuppe, budini o altro tipi di dolci.

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