Il Fiume Omo è uno dei grandi fiumi dell’Etiopia, scorre per quasi 800 chilometri quasi interamente all’interno del territorio etiope, nasce infatti negli altopiani centrali e sfocia nel Lago Turkana, nel sud ovest del paese, al confine con il Kenya.

Il fiume viene chiamato anche Omo-Bottego in onore dell’esploratore italiano Vittorio Bottego che per primo raggiunse il fiume nel 1896 e che, in quella stessa spedizione, trovò la morte.

L’Omo scorre dalla sorgente, che si trova a circa 2500 metri di altezza, al Lago Turkana, dove sfocia, che si trova a 500 metri s.l.m.; il notevole dislivello rende il flusso dell'Omo impetuoso, interrotto solo da alcune cascate come quelle di Kokobi, questo fa si che il fiume sia la meta ideale per il rafting.

Il Fiume Omo è facilmente navigabile solamente nel tratto finale del suo corso, poco prima di sfociare nel Lago Turkana, lago che è conosciuto anche come il Mare di Giada, per lo spettacolare colore delle sue acque.

La Bassa Valle dell’Omo è un territorio di grande bellezza con incredibili foreste pluviali che sostengono una straordinaria biodiversità, il tutto è reso possibile dalle piene stagionali del fiume, prodotte dalle piogge sugli altipiani.

Il Delta del Fiume Omo è una zona incredibilmente remota e poco conosciuta, costituita da isole e paludi infestate dai coccodrilli.

Il Fiume Omo bagna due importanti parchi nazionali dell’Etiopia e di fatto segna il confine naturale tra i due parchi: il Parco Nazionale dell’Omo e il Parco Nazionale del Mago.

Il Bacino dell’Omo è un caleidoscopio di culture, tradizioni e cerimonie,grazie all’incredibile concentrazione di differenti gruppi etnici e tribù; qui infatti, in un territorio non particolarmente vasto, si trovano i territori di 16 tribù che vivono ancora secondo le loro tradizioni ancestrali, alcune tribù hanno usi e costumi simili tra loro, mentre altre sono molto differenti, non solo nello stile di vita ma anche nell’aspetto fisico.

Il bacino del Fiume Omo ha una grande importanza dal punto di vista geologico e archeologico; in questa zona infatti sono stati rinvenuti numerosi resti fossili di ominidi soprattutto grazie al lavoro e alle numerose spedizioni dell’archeologo kenyano Richard Leakey nella zona del Parco Nazionale dell’Omo.

Questa sua incredibile unicità ha valso alla Valle dell’Omo l’iscrizione, da parte dell’UNESCO, nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Le tribù della Valle dell’Omo sono il motivo per cui i viaggiatori si recano in questa zona remota del sud dell’Etiopia.

Queste tribù sono rimaste isolate per molto tempo e non sono state contaminate dal progresso che invece ha investito il resto del paese, la loro principale ricchezza è rappresentata dai capi di bestiame e praticano, ancora oggi, rituali e cerimonie come accadeva secoli fa; hanno saputo adattarsi ad un ambiente difficile e inospitale, mantenendo vive la loro cultura, basate su antiche credenze, e continuando a vivere come i loro antenati.

Tra le popolazioni che rendono questo angolo di Etiopia un gioiello da scoprire ci sono: i Kara, gli Hamer, i Surma, i Mursi, i Dassanech, i Banna, gli Tsemay, gli Erbore, i Nyangatom e altri ancora.

La tribù dei Dassanech

Dassanech o Dassanach, sono la tribù che vive nella zona più a sud della Valle dell’Omo, sono rimasti isolati dal resto del paese fino in epoca recente, gli unici contatti che hanno avuto sono stati con i Turkana e i Samburu del vicino Kenya, questo ha consentito loro di rimanere ancorati alla loro cultura tribale.

I villaggi dei Dassanech si trovano sulle isole del Fiume Omo e nella foresta fluviale che si trova sulle sue sponde; in origine i Dassanech erano un popolo di pastori, oggi si dedicano anche all’agricoltura, traendo beneficio dalle piene del fiume, e in alcuni casi praticano anche la pesca e la caccia ai coccodrilli.

La tribù dei Kara

I Kara sono famosi per le loro elaborate decorazioni corporee, sono maestri nel body painting, con il gesso bianco, e altri pochi colori, ricavati dalle pietre, dipingono i loro corpi e i volti con motivi geometrici in occasione di qualche festa o celebrazione.

Questa tribù pratica anche la scarificazione sulle spalle, addome e schiena, mentre le donne si praticato un foro nel labbro inferiore che poi adornano inserendo piume o fiori.

Sono affini agli Hamercon cui condividono alcune tradizioni e cerimonie, come ad esempio il salto del toro.

La tribù dei Mursi

I Mursi occupano il territorio che si trova all’interno del Parco Nazionale del Mago, sono un popolo fiero e aggressivo e sono dediti all’allevamento del bestiame.

La tribù dei Mursi è una delle più bizzarre e affascinanti dell’intero Bacino della Valle dell’Omo, i dischi labiali, che vengono indossati dalle donne, sono uno degli elementi che più li caratterizza: nel labbro inferiore viene praticata un'incisione, che viene progressivamente allargata per un periodo di alcuni mesi, per poter inserire un piatto di argilla o di legno; oltre a questa pratica i Mursi sfoggiano profonde scarificazioni e spesso indossano copricapi elaborati e importanti.

La tribù dei Nyangatom

La tribù dei Nyangatom è un popolo guerriero che ha fatto delle razzie del bestiame e degli scontri con le altre popolazioni la sua attività principale, la guerra tribale è uno stile di vita in queste regioni, e le incursioni e le uccisioni di bestiame fanno parte del rito di iniziazione di ogni giovane uomo.

Sono simili ai Turkana del Kenya e come loro indossano numerose collane colorate, realizzate con le perline.

La tribù dei Surmi

I Surmi vivono nell’area protetta del Parco Nazionale dell’Omo, hanno molte caratteristiche in comune con i Mursi, anche infatti loro indossano il piattello labiale e gli uomini praticano la lotta coi bastoni per dimostrare la loro forza e destrezza.

Gli appartenenti alla tribù dei Surmi sono considerati feroci guerrieri, gli uomini hanno come loro più fedele amico un AK47 e gli scontri con altri villaggi sono dovuti alla scarsità dei pascoli e l’inevitabile incontro-scontro con le altre popolazioni confinanti.

La tribù degli Hamer

Gli Hamer sono un popolo pacifico e molto bello, le donne acconciano i capelli in un caschetto di sottili trecce, rese rosse grazie ad un impasto di burro e ocra.

Sono famose e molto elaborate anche le acconciature degli uomini che realizzano in seguito ad un evento importante della loro vita, come ad esempio l’uccisione di un animale pericoloso: realizzano una sorta di calotta rigida impastando i capelli con il gesso e decorandolo con piume e colori naturali.

Il rito di passaggio più importante per gli uomini Hamer è il salto del toro; questo rituale prevede che i ragazzi, per acquisire il diritto di sposarsi, debbano saltare e correre più volte su una fila di bovini senza mai cadere.

La tribù dei Banna

I Banna sono molto simili agli Hamercon i quali condividono alcune tradizioni, come il salto del toro; sono pastori ed esperti raccoglitori di miele.

I giovani uomini sono soliti acconciare i capelli addobbandoli con numerosi oggetti, tra cui mollette colorate, occhiali da sole e qualsiasi cosa li renda unici, fanno questo per apparire attraenti ali occhi delle donne.

La tribù degli Tsemay

Gli Tsemay sono un piccolo gruppo etnico che vive allevando bovini e raccogliendo il miele, le donne acconciano i capelli con un caschetto simile a quello delle donne Hamerma senza utilizzare l’ocra rossa.

Le ragazze indossano lunghe gonne di pelle ricamate e decorate con perline e conchiglie.

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